| |
|
Heathen Chemistry, Oasis
Quinto album in studio per il gruppo dei fratelli Gallagher, un lavoro tutto sommato buono, che segna una sorta di ritorno alle origini per i due rissosi creatori degli Oasis. Oasis che probabilmente non saranno mai più in grado di scrivere una nuova “Wonderwall”, tuttavia questo disco di canzoni melodiche e chitarristiche, è anche l’album che segna una piccola novità: ben 3 canzoni sono firmate da Liam e 6 da Noel. Si apre con “The Indu Times”, che è anche il primo singolo estratto dall'album, canzone tirata ed in piena tradizione Oasis. “Force of nature” (un po’ ripetitiva e stanca, a dire il vero) è un punto di congiunzione tra la prima e la terza canzone, “Hung in a bad place”. “Stop crying your heart out” e “Little by little” sono a mio avviso le canzoni migliori dell’album, intervallate da una piacevole “Songbird”. Le tracce 7-8-9 sono canzoni senza infamia e senza lode. Si chiude con “Born on a different cloud” e “Better man”, entrambe scritte da Liam: non eccelse, ma che mostrano decisi miglioramenti rispetto ai precedenti tentativi
Tracklist: 1. The Hindu Times 2. Force of nature 3. Hung in a bad place 4. Stop crying your heart out 5. Songbird 6. Little by little 7. Jam out 8. (Probably) All in the mind 9. She is love 10. Born on a different cloud 11. Better man
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (3)
Music, Madonna
Voi pensate quello che vi pare, per me una che dopo vent’anni sta ancora sulla cresta dell’onda pure se non sa cantare, è una donna che merita quello che ha: lei è sempre stata un passo avanti a tutti, provocante quando imperava il perbenismo, perbenista adesso che “le giovincelle” hanno tutto di fuori. Ovviamente sto parlando dell’imperatrice del pop (ma che regina: Madonna è molto di più, pure se dovrebbe smettere di cercare di recitare!!), che alle sue doti camaleontiche unisce un cervello mica male e la capacità di affidarsi a produttori degni di questo nome: è il caso di Mirwais Ahmadzai, produttore e remixer francese, che ha prodotto Music, lontano anni luce da “Ray of light” (che faceva un pochetto schifo, diciamocelo). L’album si apre con Music, canzone godibilissima e primo singolo, che unito al video accattivante ha convinto anche i più scettici. Segue Impressive Instant, francamente la canzone meno bella dell’album assieme a Runaway Lover (che comunque contiene il messaggio mammistico che «it doesn’t pay to be a runaway lover», cioè non paga essere l’amante di una notte. I deserve it è un piccolo capolavoro (dedicato al marito Guy?), seguito da Amazing (molto ballabile) e Nobody’s perfect, in cui la nostra si ispira a Cher nell’uso del vocoder. Don’t tell me è un altro capolavoro (e video geniale), seguito da What it feels like for a girl, che preferisco nella versione remixata (quella del video, per intenderci, video che fa pena - firmato dal marito, tra l’altro). Chiudono Paradise (not for me), Gone e American Pie, cover (abbastanza evitabile) di Don McLean.
Tracklist 1. Music 2. Impressive Instant 3. Runaway Lover 4. I Deserve It 5. Amazing 6. Nobody’s Perfect 7. Don’t Tell Me 8. What It Feels Like For A Girl 9. Paradise (Not For Me) 10. Gone 11. American Pie
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (4)
La malavita, Baustelle
“La malavita”, terzo album della band di Montepulciano, parla della malavita in tutte le sue salse, unendo testi poetici e impegnati, a melodie orecchiabili. Apre le danze Cronaca nera, seguita dal tormentone La guerra è finita. Seguono Sergio, e Revolver, storia di una femme fatale. I provinciali è probabilmente la canzone peggiore del disco (anche se premetto che io odio le canzoni “psichedeliche”, e questa un po’ lo è), subito compensata da Il corvo Joe e Un romantico a Milano. A vita bassa anticipa una bellissima e struggente ballata, intitolata Perchè una ragazza di oggi può uccidersi?, probabilmente la miglior canzone del disco. Chiudono Il nulla e Cuore di tenebra, stupenda canzone d’amore. Consigliati a chi sti è stufato dei“sole cuore amore” della canzone italiana, i Baustelle hanno messo d’accordo, cosa che accade raramente, pubblico e critica.
Tracklist 01. Cronaca nera 02. La guerra è finita 03. Sergio 04. Revolver 05. I provinciali 06. Il corvo Joe 07. Un romantico a Milano 08. A vita bassa 09. Perchè una ragazza di oggi può uccidersi? 10. Il Nulla 11. Cuore di tenebra
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (7)
...squèrez?, Lunapop
Premessa: questo cd me l'hanno regalato e non lo ascolto mai. Correva l'anno 2000 ed io e una mia (per fortuna ex) amica un giorno abbiamo deciso di farci il regalo più brutto che potessimo trovare. Evidentemente doveva proprio odiarmi se già 3 anni prima che concordassimo sul fatto che ognuna era più stronza dell'altra e per una separazione consensuale a suon di vaffanculo mi ha regalato 'sto schifo di cd (tra l'altro pure originale, quindi c'ha speso pure i soldi). Le canzoni son perlopiù tutte uguali, specie di ballad strappalacrime tra cui "spiccano" (e difatti sono usciti come singoli) 50 special (l'unica canzone "spensierata" del disco), Un giorno migliore (che un mio compagno di scuola aveva rifatto in versione volgare che non vi posto per amore di decenza, canzone che tra l'altro è la copia spiccicata di un’altra scritta due anni prima in lingua inglese), Vorrei e Qualcosa di grande (stendiamo un velo pietoso su queste due canzoni). E' quindi anche grazie a lei se questo cd ha venduto milioni di copie, che francamente non meritava. All'inizio del 2001 i Lunapop vincono anche 4 Italian Music Awards (miglior album ...Squerez?, miglior singolo - Qualcosa di grande -, miglior debutto e migliore gruppo). Il disco ottiene grandi successi e, nel 2002 partecipano, vincendolo, al Festivalbar. Dopo tanto riconoscimenti e tanto successo viene pubblicato il secondo album, senza il nome dei Lunapop, scelta obbligata. Come in tantissimi gruppi l'invidia e la gelosia hanno portato alla rottura definitiva dei Lunapop. Per chi, come me, ha alzato una silenziosa preghiera al cielo, ci è andata male: Cremonini ha continuato la sua carriera solista (ma perchééééééééééé?) e per quel poco che ho sentito Maggese è un album che fa rimpiangere ...squèrez? Voglio dire, almeno prima erano 4-5 deficienti e sapevi quello che aspettarti. Quando senti lui da solista che alcuni recensori paragonano a De André, beh...a confronto Britney Spears è un genio musicale.
Tracklist: Qualcosa Di Grande Un Giorno Migliore 50 Special Resta Con Me Vorrei Se Ci Sarai Metrò Niente Di Più Cara Maggie Zapping Questo Pianoforte Silvia Stai Dormendo
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (5)
In continuo movimento, Tiromancino
La musica dei Tiromancino, volendola classificare, rientra nel concetto di “pop”, inglobando lo stile moderno, elettronico, e quello più inventivo degli anni 70. "In continuo movimento" esce a distanza di tre anni dal precedente lavoro di Tiromancino e vede in Federico Zampaglione l’unico superstite della formazione e del progetto originale. Il leader della band che è cantante, chitarrista e compositore, pur lavorando ad un album fortemente personale ed autobiografico, ha scelto di farsi affiancare da due validi e preparati musicisti. "In continuo movimento" è un disco molto tranquillo e rilassato, tutto sommato godibile anche se in alcune parti risulta piatto e noioso. Sicuramente il brano più bello dell'album è lo strapassatissimo "Per me è importante", e anche "I giorni migliori" e "Nessuna certezza" non sono da buttar via. Tralascio di dirvi la mia opinione su "Tutto intorno a noi" e "Il progresso da lontano". Musiche tutto sommato carine per una vena compositiva (come autore di testi) che vorrebbe somigliare a Battisti ma non ci somiglia per niente: “non ci sono percorsi più brevi da cercare, c’è la strada in cui credi e il coraggio di andare” (I giorni migliori) “superiamo il dolore, ci abituiamo in fretta ai cambiamenti, osservando la vita che corre nel susseguirsi di orizzonti di passaggio…” (Tutto intorno a noi)
Tracklist:
01. Come l'Aria 02. I Giorni Migliori 03. Nessuna Certezza 04. Tutti Intorno a Noi 05. Per Me è Importante 06. E' Necessario 07. Polvere 08. Il Progresso Da Lontano 09. Le Onde 10. Sarebbe Incredibile 11. Strumentale
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (6)
Discomania mix 6, AAVV
Non ditemi che sono tamarra, ma AMO questo cd (che io ho su una cassetta taroccata, e non ho ancora capito se sia discomania mix 6 o discomaniamix top of the year 1994 - credo sia il secondo, ma comunque le canzoni sono contenute anche nel secondo cd di discomania mix 6). Non si può fare un paragone tra la “tamarraggine” delle canzoni di allora, e quelle di adesso: pensate a Children di Robert Miles (canzone stupenda) e ..boh, prendetene una a caso dei tormentoni estivi di oggi! Un cd un po’ trash, ma tutto sommato nostalgico..che vi consiglio se volete rivivere le “calde” estati dei primi anni 90!
Tracklist:
01 La Bouche Sweet Dreams (3:22)
02 Le Click Tonight Is The Night (3:50)
03 Mo-Do Eins, Zwei, Polizei (3:21)
04 Ice MC Think About The Way (3:41)
05 Cappella Move On Baby (3:50)
07 Datura The 7th Allucination (3:33)
08 Outhere Brothers, The Pass The Toilet paper (3:15)
09 Einstein Doctor DJ Automatic Sex (Germany Mix) (3:20)
10 Anticappella Move Your Body (3:41)
12 Reel 2 Real I Like To Move It (3:16)
13 Da Blitz Let Me Be (3:43)
14 Nikita Eterna Divina (3:50)
15 Tony Di Bart The Real Thing (3:44)
16 Playahitty The Summer Is Magic (3:35)
17 Mauro Pilato & Max Monti Gam Gam (3:20)
18 Afrika Bambaataa Pupunanny (3:10)
19 Paraje Animalaction (Macho Mix) (3:38)
20 Silvia Coleman All Around The World (3:34)
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (11)
All that you can't leave behind, U2
I quattro irlandesi più popolari del secolo scorso insieme a James Joyce hanno superato le due decadi di vita e successi senza sentirle. "All that you can't leave behind", è infatti un autentico capolavoro. L'album prende le distanze dagli ultimi lavori del gruppo, soprattutto da Pop, il loro album più techno e sperimentale, e riporta al suono più essenziale e spontaneo degli anni ‘80 senza però la rabbia socialpolitica di Sunday Bloody Sunday o dell’album The Unforgettable Fire. Un album intero che sembra più che altro una raccolta di single. "Beutiful day", "Walk on", "Elevation", ma anche "Kite" e "Grace" i brani più belli. Undici pezzi, undici piccoli capolavori: sicuramente uno degli album più belli ed intensi della band: un disco semplice, lineare e facile, che non ha pretesa se non il puro e semplice ascolto.
Tracklist:
Beautiful Day
Stuck in a Moment You Can’t Get Out Of
Elevation
Walk On
Kite
In a Little While
Wild Honey
Peace on Earth
When I Look at the World
New York
Grace
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (9)
Collision Course, Jay Z & Linking Park
Non uno dei migliori dischi da me ascoltati, e soprattutto un prezzo assurdo per un cd con sei canzoni (c'è anche un dvd, ma ha le stesse canzoni, roba che mi guardavo Mtv una sera e registravo la puntata = ecco fatto il DVD).
Collision course è un cd frutto di un programma di Mtv con il vizietto di prendere la base musicale di una canzone e il testo di un'altra per unirle insieme. Prendi due scalaclassifiche come Jay Z e i Linkin Park, ed ecco un disco dal successo assicurato. Un disco in cui si mescolano ritmi e battute di Jigga con chitarre strimpellanti, cori esplosivi e testi angoscianti della band nu-metal. Ne sentivamo il bisogno? Sinceramente no. Jay Z è molto meglio da solista, e i Linkin Park invece pure!
Tracklist:
Dirt Off Your Shoulder/Lying From You
Big Pimpin'/Papercut
Jigga What/Faint
Numb/Encore
IZZO/In The End
Points Of Authority/99 Problems/One
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (1)
Greatest Hits, Articolo 31
Gli Articolo 31 chiudono il millennio presentando il loro "Greatest Hits", che raccoglie i maggiori successi dagli esordi (Strade di città, Messa dei Vespiri, Così com'è, Nessuno e Perché sì) fino all'anno 2000 più il singolo inedito "Volume". Ultimo vero album ascoltabile (ma già Volume è un gradino sotto gli altri brani) prima della "svolta". In oltre settanta minuti di musica hip hop (Tu mi fai cantare, Senza regole, Così mi tieni), con deviazioni verso il latino americano (Guapa loca, la canzone più brutta del cd), rivisitazioni della musica italiana anni'30 (La fidanzata), scorrazzate nel funky (Il funkytarro) ed un sarcastico brano dedicato al natale (E' natale, contenuto nel cd singolo in edizione limitata del '93). Orrendo veramente il rifacimento di 2030, molto meglio l'originale. Un album tutto sommato godibile, ma che oramai posso ascoltare solo nella macchina della mia compare di cazzeggio - come metà dei miei cd originali, ça va sans dir.
Tracklist:
Volume
E' Natale (Ma Io Non Ci Sto Dentro)
Tocca Qui
Ohi Maria (Maria Maria) Remix
Un'Altra Cosa Che Ho Perso
Voglio Una Lurida
TranQui Funky
Domani
Così E Cosà (Rmx '97)
Il Funkytarro
2030
La Fidanzata
Guapa Loca
Tu Mi Fai Cantare
Senza Regole
Così Mi Tieni
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (6)
One Shot '90 AA.VV
Oramai credo che questo cd si trovi solo via mp3 o in vendita online (e non ne sono nemmeno tanto sicura). Per quanto mi riguarda, l'ho scovato per caso e me lo tengo stretto. In realtà i cd sono 4 ma il primo è il mio preferito. Un cd ascoltabilissimo e godibilissimo, che tenta di runire il meglio della musica anni '90. Chi non ricorda il tormentone di Robert Miles, Children? O la voce di Ké che canta "Strange world people talk and tell only lies / Strange world people kill an eye for an eye / Strange world dream one-day we'll see the light / Strange world believe and everything will be alright "? Per non parlare degli Ace Of Base, veri e propri sfornahit estive come Life is a flower, The sign, e la superhit All that she wants? Per chi, come me, è nato negli anni '80 questo cd (e gli altri 3) offrono la possibilità di ricordare le vacanze al mare e le serate passate a cazzeggiare con gli amici. Uno di quei cd che offre la cosidetta musica commerciale o "musica che dura un'estate", che nessuno confessa di comprare ma che alla fine tutti sentono. Per quello che mi riguarda, preferisco le canzonette di allora a quelle di adesso. E inoltre questo cd ha vere e proprie chicche, come Sweet harmony - The Beloved, More than words - Extreme, Would I lie to you? - Charles and Eddie.
Track List:
Children, Robert Miles
What is love, Haddaway
Strange world, Kè
I've been thinking about you, Londonbeat
Would I lie to you?, Charles and Eddie
Sweet harmony, The Beloved
If only I could, Sidney Youngblood
Gypsy woman (She's homeless), Crystal Waters
Get ready!, Roachford
Rhythm is a dancer ,Snap!
I breathe, Vacuum
Return of the Mack, Mark Morrison
All that she wants, Ace Of Base
More than words, Extreme
Unbelievable, EMP
Mr.Vain, Culture Beat
Dreams, Gabrielle
You, Ten Sharp
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (5)
Ero un autarchico, Frankie Hi-Nrg
Da Debaser. Questo disco rappresenta il ritorno, oltremodo atteso, di uno dei pochi sopravvissuti alla gigantesca ondata di Rapper che anni fa affollavano la scena musicale italiana, oggi desolatamente vuota di artisti di talento (se si esclude Caparezza, che è un po' difficile catalogare come Rapper). Ma la verità è che Francesco di Gesù, in arte Frankie Hi-Nrg, è un musicista/paroliere talmente bravo da trascendere il genere in cui si cimenta, Rap o non Rap: "Ero un autarchico" è un disco intelligente e colmo di trovate geniali, sia a livello di testi che di musica.
E pure un disco scomodo. Perchè il giocoso incipit (nel quale compare la voce, inconfondibile, di Franca Valeri) non deve trarre in inganno: i testi delle canzoni sono tutti impregnati di un'ironia corrosiva, lucida e spietata, con la quale Frankie traccia un pessimistico ritratto dell'Italia contemporanea, parlando a ruota libera di televisione onnipresente, politici che assomigliano sempre di più a calciatori, incidenti automobilistici, consumismo sfrenato e "de Filippiche" (ascoltate "Gli accontentabili", Track nr. 4, e capirete).
E il bello è che riesce a mettere il tutto perfettamente in metrica, riuscendo a dare ai testi un proprio ritmo e una propria cadenza, a prescindere dalla musica: basta ascoltare, per esempio, il trascinante ritornello del singolo antipasto, "Chiedi Chiedi". Pure le basi comunque sono ottime, e fra tutte spicca quella di "Rap Lamento" - il secondo singolo, costruito su un divertente parallelo su politica e calcio - dove è presente addirittura il campionamento della sigla di "90° minuto" !
Tra collaborazioni eccellenti (un duetto con Paola Cortellesi che fa scompisciare dal ridere e che da solo vale il prezzo del CD), campionamenti geniali (Arnoldo Foà, la già citata Franca Valeri, Antonio Rezza), e poche cadute di tono Frankie Hi-Nrg ha realizzato un capolavoro alla Giorgio Gaber, un disco che fa riflettere davvero sui mali del nostro mondo e che trova il suo difetto maggiore nel fatto di essere troppo "parlato" piuttosto che cantato, cosa che, almeno per quel che mi riguarda, ne limita un po' la riascoltabilità. Ma capolavoro è e rimane.
Tracklist:
Prima ft. Franca Valeri
Rap Lamento
Morsi E Rimorsi ft. Arnoldo Foà
Gli Accontentabili
Cane Inane
Voci Di Piazza
Generazione Di Mostri
Virus ft. Antonio Rezza
Chiedi Chiedi
I Trafficati
O Tempora O Mores
Animanera ft. Pacifico
Le Perdute Ali Dell' Olecrano
L' Inutile ft. Paola Cortellesi
Zero A Zero ft. Antonio Rezza
Sana E Robusta
Dopo ft. Franca Valeri
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (4)
Remixes 81-04, Depeche Mode
Non sono una grande fan dei Depeche Mode, mi piacciono alcune loro canzoni (una su tutte Enjoy the silence) ma mi sono autoregalata questo cd che cerca di raccogliere remix delle canzoni più famose. Mai scelta fu più azzeccata. Metti nel lettore cd questo album e l'oretta di canzoni scorre via veloce, come se fosse una lunga storia. Non sono un'esperta musicale ma è come se gli artisti che hanno remixato le canzoni (Dave Bascombe, David Miller e Goldfrapp per citarne tre) avessero cercato di creare un filo conduttore tra le varie canzoni, riuscendoci benissimo. Considerati i prezzi attuali dei cd, tutto sommato 16 euro che valgono la spesa, specie per le canzoni Never Let Me Down Again, Personal Jesus, Strangelove, Just Can't Get Enough, e ovviamente lo stupendo remix di Mike Shinoda (Linkin Park) che nulla toglie alla versione originale di Enjoy The Silence.
La tracklist comprensiva di produttori e remixer.
1. Never Let Me Down Again - Split Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode, Dave Bascombe & Daniel Miller
Remixer: Depeche Mode & Dave Bascombe
2. Personal Jesus - Pump Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & Flood
Remixer: François Kevorkian
3. Barrel Of A Gun - Underworld Hard Mix - Depeche Mode
Producer: Tim Simenon
Remixer: Underworld
4. Route 66 - Beatmasters Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & David Bascombe
Remixer: The Beatmasters
5. Useless - The Kruder + Dorfmeister Session ™ - Depeche Mode
Producer: Tim Simenon
Remixer: Kruder + Dorfmeister
6. In Your Room - The Jeep Rock Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & Flood
Remixer: Johnny Dollar with Portishead
7. Home - Air "Around The Golf" Remix - Depeche Mode
Producer: Tim Simenon
Remixer: Stéphane "Alf" Briat
8. Strangelove - Blind Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & Dave Bascombe
Remixer: Daniel Miller & Rico Conning
9. I Feel You - Renegade Soundwave Afghan Surgery Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & Flood
Remixer: Danny Briottet
10. Just Can't Get Enough - Schizo Mix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & Daniel Miller
Remixer: Depeche Mode & Daniel Miller
11. Halo - Goldfrapp Remix - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode and Flood
Remixer: Goldfrapp
Additional vocals by Alison Goldfrapp.
12. Enjoy The Silence - Reinterpreted - Depeche Mode
Producer: Depeche Mode & Flood
Remixer: Mike Shinoda
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (3)
Encore, Eminem
Il problema di questo album è che nonostante sia un prodotto ben fatto e blablabla, quanso uno l'ascolta dice: "Non sento niente di nuovo": solite basi, solite rime, solito tutto. Oramai Eminem è più patinato che non sé stesso come poteva pretendere di essere una volta. Trovato il filone che piace (basi dure e buona ritmica) lo percorre in lungo e in largo regalandoci brani come Mosh o Like toy soldiers che sono sì godibili ma che non offrono nulla di nuovo. Inoltre nel brano "My first single" c'è il solito sottofondo a base di rutti etc etc che oramai si scontrano con il "perbenismo" di certi brani (es. Evil Deeds, dove chiede scusa a suo padre), cosa che nei precedenti album sarebbe stata impossibile. Buon album, non all'altezza dei precedenti. Per citare "Il problema secondo me è che nonostante "Encore" riveli comunque un approccio più maturo nello scrivere brani, oramai comprare un album di Eminem significa trovarsi davanti al solito prodotto ben confezionato e che scivola via bene, ma che di nuovo dal punto di vista contenutistico e come basi musicali non propone nulla." con l'aggravante, aggiungo io, che gli altri album erano confezionati meglio.
Tracklist:
(Curtains Up - Encore version)
Evil Deeds
Never Enough
Yellow Brick Road
Like Toy Soldiers
Mosh
Puke
My 1st Single
Paul (skit)
Rain Man
Big Weenie
Em Calls Paul (skit)
Just Lose It
Ass Like That
Spend Some Time
Mockingbird
Crazy In Love
One Shot 2 Shot
Final Thought (skit)
Encore/Curtains Down
Già recensito di Eminem: 8 mile.
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (3)
Cantanatale, AVV.VV
Album che risale al 2002, l'ideale per fare un regalo alternativo ai vostri figli/nipoti, o per aver in un colpo solo la colonna sonora per un perfetto Natale.
Tracklist:
Bianco natale (vocale)
Tu scendi dalle stelle (vocale)
Astro del ciel (vocale)
Valzer delle candele (vocale)
Sorriso di natale (vocale)
Fra Martino (vocale)
Jingle bells (vocale)
Natale per tutti (vocale)
L'albero di natale (vocale)
Piva piva (vocale)
Bianco natale (strumentale)
Tu scendi dalle stelle (strumentale)
Astro del ciel (strumentale)
Valzer delle candele (strumentale)
Sorriso di natale (strumentale)
Fra Martino (strumentale)
Jingle bells (strumentale)
Natale per tutti (strumentale)
L'albero di natale (strumentale)
Piva piva (strumentale)
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (3)
Chocolate Starfish and Hot Dog Flavored Water, Limp Bizkit
Cosa sarebbero i Limp Bizkit senza i Korn? Scoperti per caso nel loro negozietto di tatuaggi da Jonathan Davis, i cinque ragazzi di Jacksonville sono figli di quel boom del crossover (esploso nel 1996) che ha portato alla nascita di numerose altre band. Chocolate Starfish and Hot Dog Flavored Water è un album composto da 15 tracce che fondono in un sound granitico e fluido, il metal, l'hip hop e l'elettronica in un risultato molto trascinante e violento ma che a tratti scade in un suono di più largo consumo; forse il loro album più famoso dopo Significant Other da cui è diversissimo avendo del tutto smarrito la base hip hop. Tralasciando l'intro, l'album inizia con Hot Dog, titolo idiota per una canzone dai contenuti forti (e a mio parere, anche giusti); si continua con la hit My Generation per poi passare all'orrenda Full Nelson. My Way e Rollin' son state per mesi (abbastanza con merito direi) in classifica, Livin' It Up e The One non lasciano quasi traccia, Getcha Groove On è alquanto brutta, finalmente il tono si rialza con Take A Look Around, colonna sonora di Mission Impossible 2 e It'll Be Ok, Boiler e Hold On. Rimandati senza possibilità di appello Rollin' versione..senza senso e l'Outro, che dura tantissimo facendoti sperare in una traccia fantasma per poi concludersi con la risata isterica di Fred Durst (almeno penso sia la sua).
Insomma, come per (What's the story) Morning Glory?, un album che deve ringraziare 5-6 tracce di ottima fattura a fronte di vere e proprie schifezze, e soprattutto una volgarità e frasi fatte come "Limp Bizkit Style" che forse potevano essere evitate.
Tracklist:
“Intro”
“Hot dog”
“My generation”
“Full Nelson”
“My way”
“Rollin’ (Air raid vehicle)”
“Livin’ it up”
“The one”
“Getcha groove on”
“Take a look around”
“It’ll be ok”
“Boiler”
“Hold on”
“Rollin’ (Urban assault vehicle)”
“Outro”
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (8)
Buoni o cattivi, Vasco Rossi
So già che verro linciata dai fan di Vasco per questa "recensione" ma..a me buoni o cattivi non piace quasi per niente. E' certamente migliore di Stupido Hotel, un disco che era francamente INASCOLTABILE, ma lontano dalle vette compositive del Blasco che fu (per intenderci, quello di C'è chi dice no, tanto per citare un Cd con la C maiuscola).
Intanto smentiamo una leggenda metropolitana che s'è creata: Tiziano Ferro (alias l'inutile che canta) NON ha scritto NESSUNA delle canzoni del nuovo alum di vasco; il T.Ferro di vasco si chiama Tullio Ferro, e con l'altro non c'entra nulla.
Il disco esce il 2 aprile 2004, anticipato dall'anteprima al cinema di "Un senso" -che è stupenda, presente nei titoli di coda del film di Castellitto, "Non ti muovere" (12 marzo, nel film anche Penelope Cruz), tratto da un romanzo della moglie. Il brano non viene però inserito nella colonna sonora ufficiale.
L'uscita del disco viene annunciata alla comunità di Don Ciotti il 30 marzo, perché è proprio in quel tipo di comunità che ci sono le persone che sono spesso considerate "cattive" o che vivono nell'indifferenza.
Buoni o cattivi è un disco rock nell'attitudine oltre che nelle atmosfere, intriso di ballate dall'alto tasso emozionale e di brani più tirati. Un disco che, per la struttura ricorrente dei brani funzionerà sopratutto in chiave live.
Nel complesso si percepisce un sound che, rispetto all'album precedente, è più asciutto e lineare, meno orientato verso commistioni con altri generi e più votato alla semplice formula rock. Niente di nuovo, dunque. Niente colpi di genio o trovate esaltanti, seppur tutto fatto benissimo.
Tracklist:
"Buoni o cattivi"
"Come stai"
"Anymore"
"Hai mai"
"Non basta niente"
"Dimenticarsi"
"Da sola con te"
"Cosa vuoi da me"
"E..."
"Señorita"
"Rock'n'roll show"
"Un senso"
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (4)
Non zero sumness, Planet Funk
Nati dall'unione tra Alex Neri (ex Kamasutra con Marco Baroni) ed il gruppo di produttori di Napoli Souled Out, i Planet Funk sono un gruppo italiano, a dispetto del nome anglofono, di cinque elementi che utilizzano molto l'elettronica unita ad un po' di rock e a melodie tipiche della musica leggera.
Una volta inserito l'album della band nel lettore viaggia da solo... Mossa azzeccata quella di cantare in inglese per cercare di sconfinare nei mercati d'oltralpe; anche perché qui dentro gli ingredienti per spopolare al di fuori dai confini nazionali ci sono tutti: spezie pop che si mischiano ad atmosfere da dance-floor, trip-hop in debito di malinconia e, soprattutto, una cura dei suoni decisamente sopra la media nazionale.
Nel CD sono incise undici canzoni, più un bonus track, e chi ascolta la radio ed ha già sentito i quattro singoli usciti ("Chase the sun", "The switch", "Inside all the people" e l'ultimo "Who said") può pensare che nel CD si trovi solamente musica da discoteca, invece il gruppo ha fatto uscire solamente i singoli più ballabili, dal punto di vista ritmico, con l'inconfondibile voce di Dan Black; progetto valido. Tutti e cinque i singoli sono veramente travolgenti, suonano divinamente insieme alle altre canzoni: brani più melodici come "Under the rain" che è un brano quasi new-age; "Tightrope artist" è un brano nato in collaborazione, vocale e artistica, con Raiz dei 99 PosseIl disco genera atmosfere deep e un clima da viaggio capace di sollevarti con della simpatica musica, mettendoti di buon umore, e trasportandoti in un gradevole percorso. Tre le bonus track: One step closer, Who said Posillipo mix e Rosa blu.
Consiglio il CD a chi ama la musica di Moby e dei Chemical Brothers, oltre a chi vuole scoprire nuove sonorità (inter)nazionali!
Tracklist:
Where is the Max
Chase the Sun
All Mans Land
The Switch
Inside All the People
Under the Rain
Paraffin
Piano Piano
Tightrope Artist
Who Said
Funk the Waltz
One Step Closer (Radio Edit)
Who Said (Planet Funk Posilipo Mix)
Rosa Blu
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (3)
Gli anni, 883
Altra colonna sonora del cazzeggio con Lisa, e disco che sembra vergogna possedere; ok, gli 883 non sono Bach, o Vasco Rossi, o Chet Baker, insomma, gli 883 tutti li snobbano ma poi tutti li cantano! Ditemi chi di voi non si è trovato a canticchiare "Sei un mito", o "Hanno ucciso l'uomo ragno", o a pensare che "Io ci sarò" o "Una canzone d'amore" fossero canzoni papabili per una dedica al partner. Per conto mio, ho cantato le canzoni dei primi 4-5 album degli 883/Max Pezzali fin quasi a perdere la voce. "Gli anni" è una raccolta del meglio dei primi quattro album (quanto meno, dei brani più conosciuti dei primi 4 album), e contiene anche un live di "Leggero" di Ligabue (ma Maz Pezzali non ha la voce "roca di Ligabue, quindi è un mezzo flop, almeno a mio parere!)..uno degli ultimi album ascoltabili di Max Pezzali, visto che, almeno per quanto mi riguarda, con gli ultimi 4 è decisamente SCADUTO!
Tracklist:
Io ci saro'
Nord sud ovest est
Tieni il tempo
Rotta per casa di Dio
Una canzone d'amore
Hanno ucciso l'uomo ragno
Nella notte
Nessun rimpianto
Sei un mito
Gli anni ('96)
Come mai
La regola dell'amico
Senza averti qui
Con un deca
Ti sento vivere
Andra' tutto bene
Leggero - live
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (10)
L'amour tojours, Gigi D'Agostino
Disco TAMARRO per eccellenza, "L'amour Tojours" di Gigi D'Agostino è l'ideale per passare minuti di divertimento e casino!In una giornata di post dedicati al viaggiare, e agli italiani che viaggiano, non potevo certo farvi mancare la MIA colonna preferita in viaggio. Infatti il suddetto cd non mi accompagna solo nel cazzeggio con Lisa, ma anche ogni volta che vado a spasso o a sbrigare commissioni!
Un cd vario,divertentissimo,e delizioso.Gli arrangiamenti sono le caratteristiche di ciò che Gigi ha diffuso e fatto esplodere in tutt'Italia.23 canzoni racchiuse in due cd,uno dedicato a quelle curate nei contenuti dei testi e per un'immediata orecchiabilità (Chansons for the Heart) -il mio preferito-,e uno dedicato ai bassi spacca-casse,finalizzato all'uso in discoteca (Beats for the Feet).Si raggiunge la perfezione con "Another Way","The Riddle","La Passion" e "L'Amour Toujours (poi ulteriormente migliorate remixate per essere pubblicate come singoli).Non vanno dimenticate inoltre "Bla Bla Bla" (in 3 versioni,di cui il "Dark Mix" è la migliore),"Cuba Libre","Star".Se volete avere un consistente pezzo di musica dance italiana a casa vostra, ve lo consiglio!
Tracklist:
CHANSONS FOR THE HEART
01 ANOTHER WAY (06.02)
02 L'AMOUR TOUJOURS (06.56)
03 ELISIR (05.53)
04 THE RIDDLE (04.44)
05 LA PASSION (07.35)
06 THE WAY (06.42)
07 STAR (05.23)
08 GIN LEMON Extended Mix (05.48)
09 L'AMOUR (03.31)
10 MUSIC (06.52)
11 PASSION (04.31)
12 BLA BLA BLA (04.15)
BEATS FOR THE FEET
01 LA DANCE (04.53)
02 MOVIMENTO (04.53)
03 LA MARCHE ELECTRONIQUE (05.16)
04 CUBA LIBRE (04.41)
05 MY DIMENSION (06.36)
06 THE RIDDLE Instrumental (04.05)
07 TEKNO JAM (09.49)
08 COCA & HAVANA (03.18)
09 BLA BLA BLA Dark Mix (05.38)
10 ELEKTRO MESSAGE (03.51)
11 BLA BLA BLA Drammentenza
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (6)
Sgt. Pepper, Beatles
Quanto si è detto e scritto di Sgt.Pepper, di come un disco possa inaugurare e rappresentare un’epoca… Dalla copertina, divenuta un’icona transgenerazionale, a delle canzoni così "belle e famose" che sembra siano state scritte da sempre, come il Vangelo… D’altra parte, non fu Lennon a proclamare i Beatles più famosi di un certo Gesù?
Si va dalla title track a "With a little help from my friends" (appositamente composta per il tenero Ringo, la quale interpretazione verrà surclassata due anni più tardi da Joe Cocker), dalla lisergica "Lucy in the sky with diamonds" (LSD…quanto ci hanno giocato con questa storia!...che poi era vera, come ha ammesso Paul) ai capolavori minori "Getting better" e "Fixing a hole".
E poi ci sono una fantastica reprise della title track, quasi hard rock nel suo incalzare potente ed incisivo, e un pezzo finale che ci narra in pochi minuti quanto sia breve il passaggio dal quotidiano un po’ surreale raccontatoci da Lennon e McCartney con rapidi bozzetti al caos primordiale evocato da un’orchestra sinistramente impazzita. Il pezzo in questione è "A day in the life", ma la vera questione è un'altra: qualcuno, un giorno riuscirà mai a far meglio?
Tracklist:
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band
With a Little Help from My Friends
Lucy in the Sky With Diamonds
Getting Better
Fixing a Hole
She’s Leaving Home
Being for the Benefit of Mr. Kite
Within You, Without You
When I’m Sixty-Four
Lovely Rita
Good Morning, Good Morning
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Reprise)
A Day in the Life
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (6)
In the zone, Britney Spears
Non sono una fan di Britney Spears, anche se ha fatto alcune canzoni orecchiabili e carine [You drive me crazy mi ha sfondato la psiche per tutta l'estate del '98].Mi hanno regalato questo cd [uscito il giorno prima del mio compleanno]e avevo grosse perplessità nell'ascoltarlo. Invece, partendo dalla premessa che "da Brit più di quel tanto, non ci si può aspettare", l'ascolto si è rivelato tutto sommato piacevole.
Preceduto dalla celeberrima scena saffica agli Mtv music awards, "impreziosito" dalla presenza di Madonna [che non si sa se ha partecipato all'album per TIRARE SU LE SUE VENDITE, O QUELLE DELLA SPEARS!] In the zone si discosta in parte dal pop di "Baby one more time" e di "Oops! I did it again", perché se è vero che di fondo c'è sempre la "collegiale" di One more time, è anche vero che la Spears strizza molto l'occhi all'hip-hop e all' r'n'b.
Si apre con il brano di facile "sfottò" Me against the music, si continua con Breathe on me e Showdown, ci sono brani orecchiabili come Toxic e Outrageous. Insomma, anche grazie alle collaborazioni eccellenti [vedi i soliti Neptunes, Sean Paul, Dido], questo album è orecchiabile e ballabile.
Da censurare Everytime, la canzone "forse" dedicata a Justin Timberlake. Per chi ascolta Norah Jones e Alicia Keys cantare al piano, o per chi semplicemente ama la musica classica, sentire la Brit che canta accompagnata da un pianoforte è uno strazio. Pessimo il remix della prima canzone, e buona la bonus track. Da non guardare [per le donne, che magari diventano invidiose] il booklet all'interno del cd!
Tracklist:
Me against the music
(I got that) Boom boom
Showdown
Breathe on me
Early mornin'
Toxic
Outrageous
Touch of my hand
The hook up
Shadow
Brave new girl
Everytime
Me against the music remix
The answer
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (14)
What's the story (Morning Glory), Oasis
Dovendo commentare da fan quest'album è stupendo, se dovessi consigliare l'acquisto lo farei, se non altro perché contiene due chicche quali Wonderwall(premiata come migliore canzone pop degli anni '90) e Don't Look Back In Anger.
Ci sono tracce che lasciano perplessi, come Hello e She's Electric, ma la mediocrità delle une viene compensata dalle due canzoni già citate e da Champagne Supernova e Some Might Say.
Un misto di rock-pop inglese, per un secondo lavoro da favola. E a tutti i criticoni che pensano che questo disco sia famoso solo per due canzoni...e pure se fosse??
Tracklist:
Hello
Roll With It
Wonderwall
Don't Look Back In Anger
Hey Now
Untitled
Some Might Say
Cast No Shadow
She's Electric
Morning Glory
Untitled
Champagne Supernova
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (9)
Untouchables, Korn
I Korn tornano, dopo tre anni dall’ultimo disco “Issues”, con un lavoro che vira decisamente verso il metal. La notizia è fondamentalmente questa, e più di un fan della prima ora storcerà il naso ascoltando “Untouchables”.
Ripercorrendo la storia del gruppo californiano ci si accorge che, in realtà, qualche cambiamento tra un album e l’altro c’è sempre stato. Il primo “Korn” del ‘94 getta le basi di un vero e proprio fenomeno musicale come il nu-metal. “Life is peachy” si mantiene sulle stesse lunghezze, incupendone maggiormente le sonorità. Con il terzo disco “Follow the leader” la band inizia ad ampliare il suo seguito di fan, con brani che strizzano l’occhio all’hip-hop e richiamano alla mente i Faith No More. “Issues” rappresenta il connubio più riuscito, fino a quel momento, tra il tipico sound dei Korn e l’introduzione di alcune brevi parti elettroniche.
La prima impressione che si ha di “Untouchables” è che si tratti proprio di un CD che si allontana dal nu-metal per avvicinarsi a sonorità più melodiche. Basso e batteria, da sempre marchio di fabbrica del suono del gruppo, sono messi in secondo piano a favore delle chitarre che suonano molto più metal. Un’altra novità è rappresentata dalle parti cantate: Jonathan Davis abbandona il suo tipico modo di cantare, sincopato e nevrotico, a favore di strofe più “ordinarie”. Continua poi in misura maggiore la commistione con l’elettronica.
Alla band probabilmente pesa l'idea di rimanere incastrata nel genere nu-metal che lei stessa ha contribuito, in maniera determinante, a creare. Forse perché oggi il campo è popolato da troppi epigoni di maggiore o minore successo (Linkin' Park, Limp Bizkit, Papa Roach...).
L'album si apre con "Here to stay", destinato a diventare un altro classico della discografia dei Korn, come “Got the life”, “Falling away from me” e “Make me bad”. Brani come "Thoughtless" e soprattutto "Hollow life" sono un perfetto esempio del “nuovo corso” intrapreso dal gruppo, così come la finale "No one's there". Le strofe di “Hollow life” ricordano vagamente le canzoni dei Depeche Mode cantate da Martin Gore, con la voce di Davis in falsetto. “Thoughless” alterna parti aggressive ad un ritornello da “hit” rock, ed è uno dei brani più immediati dell’album insieme a “Hating”. Proprio in canzoni come "Hating" e "Alone I break" i Korn mostrano ulteriori novità rispetto ai lavori precedenti. Accantonato definitivamente l'hip-hop, che costruiva una matrice fondamentale della loro musica, è la volta di Davis di celebrare il suo amore per la new wave inglese (ricordiamo che era un fan dei Duran Duran).
Non mancano brani più "pesanti" come, "Embrace", Beat it upright” e "Wake up hate", che dimostrano come i cinque californiani possano essere ancora padroni assoluti del genere. Si tratta di un album con diverse novità, che alterna pochi brani “vecchio stile”, pesanti e “urlati”, a molti altri più melodici e cantati. Nonostante tutto si può dire che i Korn riescono a mantenere buona parte del proprio suono originario, senza tradire il proprio spirito, con buona pace dei puristi nu-metal, e con “Untouchables” potrebbero aver pubblicato l’album in grado di consegnare loro il successo presso un pubblico ancora più vasto.
Una curiosa nota a margine riguarda il titolo del disco: si può pensare che il titolo di “intoccabili” sia riferito al gruppo. In realtà l’idea del titolo è nata da alcune riflessioni sulla società indiana divisa in caste.
Tracklist:
“Here to stay”
“Make believe”
“Blame”
“Hollow life”
“Bottled up inside”
“Thoughtless”
“Hating”
“One more time”
“Alone I break”
“Embrace”
“Beat it upright”
“Wake up hate”
“I’m hiding”
“No one’s there”
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (7)
8 mile, Eminem
L'album è uscito in concomitanza col il singolo esplosivo "Lose Yourself", colonna sonora vera e propria del film, e contiene 4 inediti di Eminem e altre canzoni ispirate a "8 Mile" rappate da altri artisti della Shady Records; i D12, le new entry Obie Trice e 50 Cent, ma anche artisti gia affermati, come Nas e Xzibit. Tutta via c'è da dire che queste non sono le canzoni vere e proprie del film... infatti sembra che quelle utilizzate effettivamente come colonne sonore siano solo le tracce di Eminem, mentre le altre sono un contorno pubblicitario al film e un'ottima occasione per lanciare proprio artisti come Obie Trice e 50 Cent. Pare infatti che a breve uscirà un secondo Cd dal titolo "More Music From 8 Mile" che conterrà le canzoni che fanno effettivamente da sottofondo al film: si tratta di canzoni rap datate e abbastanza conosciute risalenti agli anni in cui è ambientato il film e gli autori sono pezzi grossi del calibro di Tupac e Notorius BIG!
Comunque, tornando a "8 Mile O.S.T.", il cd viene venduto in due versioni: una normale e una limitata, contenente anche un secondo cd con altri 6 inediti, di cui uno è di Eminem... Un'altra chicca per gli appassionati è il codice inserito all'interno del cd, che da diritto all'attivazione di un programma da cui si può scaricare tanto materiale inedito e incensurato su Eminem... davvero una bella trovata contro gli amanti dei cd taroccati!
Che dire delle canzoni? Ci sarebbe da spendere qualche parolina su 50 Cent, davvero bravissimo in "Places To Go", ma soprattutto in "Wanksta"... bravo anche Obie Trice, mentre gli altri già li conoscevamo: spettacolari i D12 con "Rap Game" e Nas con "You Wanna Be Me". Insomma, un altro ottimo CD in cui spicca, inutile negarlo, "Lose Yourself"... ritmo incalzante, testo duro e tagliente, ritornello esplosivo, non vorrei esagerare, ma a mio modesto parere siamo ai livelli di "The Way I Am", non a caso questa hit è subito balzata in testa alle classifiche di tutto il mondo... (a parte quella italiana, dove, ovviamente, dominano incontrastate le Las Ketchup seguite a ruota dal formidabile Gigi D'Alessio... Oh My God!). D'altronde è spettacolare anche il video, forse un po' troppo legato alle scene del film, ma non poteva essere altrimenti... Stupenda la schermata iniziale su Detroit e bellissimo il finale con Em di spalle che se ne va per la sua strada... ma quello che più colpisce sono le scene in cui rappa agitando le braccia rivolto al pubblico, fanno davvero venir voglia di volare a Detroit!
Un altro capolavoro di Marshall Bruce Mathers III, ma ormai non c'è più da stupirsi. Compratelo..ne vale la pena!
Tracklist:
Lose Yourself
Love Me
8 Mile
Adrenaline Rush
Places To Go
Rap Game
Eight Miles And Runnin'
Spit shine
Time Of My Life
You Wanna Be Me
Wanksta
Wasting My Time
R.A.K.I.M.
That's My Nigga Fo' Real
Battle
Rabbit Run
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (2)
Urban Hymns, The Verve
Forse il guaio del Brit-pop è che nella valanga nasconde le cose migliori e tutto si confonde in un colore indistinto. I Verve per esempio: eran bravi, davvero. E lo erano perche' superano di netto i pluriacclamati Oasis con la fantasia, come se compensassero la monotonia del gruppo di Manchester(che pure mi piacciono) con un colpo d'occhio a 360 gradi. Non ci sono stati solo i Beatles insomma e spesso non basta incrociarli con i gruppi punk del '77: Richard Ashcroft e gli altri (Simon Jones, Peter Salisbury, Nick McCabe e Simon Tong) sembravano averlo capito. Insomma all'apertura "Bitter Sweet Symphony" con i suoi archi che ripropongono gli esperimenti degli anni '60 e soprattutto il fatto che la musica sia opera di Jagger-Richards dimostravano una volonta' di trascendere gli schemi semplificanti degli altri. E' un'apertura solenne, maestosa che fa presagire un album denso ed intenso, forse non apportatore di nuove idee, ma in fondo anche per fare sintesi bisogna essere capaci. E The Verve erano capaci: ci si sente tutto cio' che e' passato nelle radio da quel fatidico 1963 fino a ieri. Gli stones -ovviamente- i Sex Pistols e perfino i gruppi neo-romantici. Tutto rigorosamente british, e' ovvio. A caso: ascoltate un gioiellino come Weeping Willow -commovente- o This time - grande-. I Verve non erano esattamente dei debuttanti: nascono ai primi del decennio a Wigan, vanno subito in tournee con i Black Crowes in America, incidono un EP "Gravity Grave" nel 1993, "A storm in heaven" e "A northern soul" nel 1995 anno in cui si dividono. Qualcuno gia' parla di loro come i rivali degli Oasis (e i Blur, che fine hanno fatto?) proprio come l'eterna sfida Beatles-Stones. Io non credo che certi schemi valgano ancora per interpretare fenomeni nuovi. Nel gran calderone del pop c'e' posto per tutti -per fortuna- basta che riescano a farsi ricordare. Un buon sito tutto Verve e' : http://www.odc.net/~ssharma/verve/ contiene tutti i testi, molte foto, la discografia completa e una scelta di articoli ed interviste.
Tracklist:
Bitter Sweet Simphony
Sonnet
The Rolling People
The Drugs Don’t Work
Catching The Butterfly
Neon Wilderness
Space And Time
Weeping Willow
Lucky Man
One Day
This Time
Velvet Morning
Come On
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (4)
Play, Moby
"Play" e' uscito nel luglio del 1999 è riuscito a bissare il successo del suo precedente lavoro, "Animal Rights". Il disco e' lungo (vanta ben 18 brani)strano ed eclettico, testimonianza di un talento e di un immaginazione senza freni,ma soprattutto della grande versatilita' dell' artista,che dopo l' esordio nel palcoscenico della misura dance con il singolo "go"(1990) e' passato al punk-metal di "Animal Rights"fino ad attraversare il grande viale pieno di traffico del pop. "Play" e' stato disco di platino in 12 paesi diversi collezionando una serie di singoli di successo come "Why does my hearth….." e "Natural Blues" caratterizzati dai due particolari video, animati dai buffi personaggi nati dalla fantasia dello stesso "Moby", che si divertiva a disegnarli sui sacchetti del negozio di dischi in cui ha lavorato durante la sua adolescenza.Nonostante provenga da una piccola città del Connecticut Moby non ha mai posto dei limiti alla cultura di cui poteva usufruire e lo dimostra ampiamente in"Play" dove non pone ne' limiti ne' barriere alla fusione di vocalizzi blues e ritmi techno, linee di basso hardcore e chitarre acustiche.Questo pero' non deve ingannare in quanto le canzoni di "Play" non sono difficili, ma costruite su piacevoli linee melodiche che si prestano ad essere memorizzate con relativa facilità.
Tracklist:
Honey
Find My Baby
Porcelain
Why Does My Heart Feel So Bad?
South Side
Rushing
Bodyrock
Natural Blues
Machete
7
Run On (Moby)
Down Slow (Moby)
If Things Were Perfect (Moby)
Everloving (Moby)
Inside
Guitar Flute and String
The Sky Is Broken
My Weakness
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (3)
Jimmy Savile, giornalista, critico e presentatore musicale inglese, cercando di spiegare il fenomeno Beatles, tirò fuori dal cilindro questa perla di saggezza: -“Where had they come from? What had inspired the form and concept? From what musical heritage had these Beatles created such incredible melodic sequences and backed them up with such compelling and perfect lyrics? I’m not going to fall into the popular trap of trying to explain them. They were just the Beatles, that’s all”-.(Ve la traduco io eh? "Da dove erano venuti? Cosa aveva ispirato forma e concetto? Da quale eredità musicale questi Beatles avevano creato così incredibili sequenze melodiche e appoggiate su così irresistibile e perfetta lirica? Non cadrò nella trappola di tentare di spiegarli: loro sono i Beatles, e questo è tutto."
Non ci sarebbe molto da aggiungere, mi limiterò dunque ad una breve e concisa introduzione al gruppo e ad alcune considerazioni. Quattro ragazzi di Liverpool (John Lennon – chitarra, piano e voce; Paul McCartney – basso, chitarra, piano e voce; George Harrison – chitarra solista e Ringo Starr, alias Richard Starkey – batteria e percussioni) che frequentano in anni diversi le medesime scuole, amici ed oratori e soprattutto condividono la passione viscerale per la musica rock’n’roll si incontrano e nel 1962, dopo una serie di concerti fuori nazione (perlopiù ad Amburgo) e grazie alla fama ed all’aiuto del loro produttore (Brian Epstein), incidono il loro primo 45 giri. Da quel momento il mondo della musica non è più lo stesso.
REVOLVER, nato dopo la decisione di sospendere i tour mondiali per concentrarsi maggiormente al lavoro di studio, è senza ombra di dubbio uno dei maggiori lavori rock concepiti dai Beatles; base d’ispirazione per molteplici altri gruppi musicali sia dell’epoca che dei giorni nostri. È infatti un lavoro intriso di diverse influenze, l’inizio del loro periodo psichedelico (l’uso di Lsd e altro è ormai all’ordine del giorno) e dell’uso di doppisensi riferiti a droghe e sesso (And your bird can sing, She said she said). REVOLVER è insomma il predecessore dell’opera per antonomasia: Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.
In quest’album si passa dal blues elettrico e raffinato di Taxman e l’uso più concreto del sitar e dei tabla indiani (in Love You To di George Harrison) ad arrangiamenti orchestrali (Eleanor Rigby, Here There And Everywhere, Got To Get You Into My Live e For No One) che consolidano la vena romantica di Paul McCartney. Si toccano poi atmosfere di psichedelia pura (She Said She Said, I’m Only Sleeping e la splendida ed inimitabile Tomorrow Never Knows, tutte firmate da John Lennon).
Una curiosità: la copertina in bianco e nero è opera di Klaus Voorman, amico di lunga data dei Beatles ed in seguito sporadicamente anche bassista in lavori singoli di Lennon ed Harrison.
Tracklist:
Taxman
Eleanor Rigby
I’m Only Sleeping
Love You To
Here, There and Everywhere
Yellow Submarine
She Said, She Said
Good Day Sunshine
And Your Bird Can Sing Mp3
For No One
Doctor Robert
I Want to Tell You
Got to Get You into My Life
Tomorrow Never Knows
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (10)
Sotto Effetto Stono, Sotto Tono
Sotto effetto stono può essere definito a tutti gli effetti il lavoro che ha lanciato i Sottotono nel panorama musicale dell'hip-hop italiano. Non è il disco d'esordio vero e proprio ma può essere considerato il vero punto di partenza per questo duo che affronta il tema dell'hip-hop in italiano con forti influenze West Coast americane.
Il lavoro è dei primi mesi del '96 anche se in realtà il grande pubblico (quello delle radio, per intenderci) lo ha cominciato a conoscere solo nel 1997.
La domanda che ci si può porre subito è: nell'affollato panorama hip-hop italiano c'era bisogno di un nuovo gruppo? O siamo di fronte alla solita solfa ri-cucinata in diversa salsa?
Domanda lecita, tenendo conto che pochissimi dischi di hip-hop italiano meritano davvero un ascolto. Più spesso si tratta di riempire un CD dove giusto 3 o 4 brani dicono qualcosa di interessante.
Sotto effetto stono è diverso, per fortuna. Le tracce sono tante, come buona (?) tradizione hip-hop, ben 15, ma per una volta non si sente la necessità di utilizzare spesso il tasto skip del proprio lettore CD durante l'ascolto.
I 15 episodi sono tutti molto diversi tra loro ed ognuno è indispensabile per costruire l'ossatura di questo disco.
Il genere, grosso modo, è quello che ho descritto prima: hip-hop italiano con influenze West Coast, cioè c'è un discreto ricorso a melodie e ritornelli sostenuti da tastiere alla Bruce Hornsby, per capirci. Aggiungete qualche coretto femminile (o anche voce solista), ritmi vigorosi ma piuttosto rilassati come tempo ed ottenete la miscela esplosiva di Sotto effetto stono.
Mi scuso per aver condensato, ed in qualche modo ridotto, i contenuti musicali di questo lavoro ma è necessario far capire anche chi non conosce il genere ed è magari curioso di sapere qualcosa di più. In realtà, come tutti i dischi di qualunque genere musicale, Sotto effetto stono andrebbe ascoltato e possibilmente senza pregiudizi di sorta.
Un avvertimento: non si tratta dell'hip-hop politicizzato che ha ormai fatto il suo tempo e che era pesante da sopportare anche nei primi anni '90 quando chiunque avesse un microfono ed un giradischi poteva metter su la sua posse ed urlare le sue preferenze politiche (in genere abbastanza unilaterali). Per fortuna quegli anni bui sembrano solo un brutto sogno.
I testi di Tormento (Massimiliano Cellamaro) vertono principalmente sull'amicizia, sulla musica e sull'amore e raramente si tratta di banalità. Tranne quando, come abitudine tra i rappers nostrani, ci si insulta a vicenda, facendo a gara a chi si autocelebra di più. Fa parte del gioco, d'altra parte, e talvolta può anche far sorridere, basta non esagerare.
Le basi e le musiche di Fish (Massimiliano Dagani) oltre ad alcuni suoni cari alla West Coast americana attingono da varie fonti: da Prodigy a Public Enemy a Wu Tan Clan e chissà cos'altro ancora. Il risultato finale è comunque piacevolmente elaborato.
Certo è che in Sotto effetto stono di musica ce n'è tanta, non si tratta solo di campionamenti e batteria elettronica. Come dicevo ci sono persino dei bei coretti (Jasmine, bella voce femminile) e dei pezzi canticchiabili. Questo è in parte il segreto del successo dei Sottotono: un mix sapiente di tradizione hip-hop e easy listening (nel senso migliore del termine) che consente loro di passare per radio facilmente e di essere ascoltati ed apprezzati da un pubblico molto trasversale, più variegato e ricco di quello di nicchia dell'hip-hop estremista a tutti i costi.
Ciò non toglie che i Sottotono non siano in grado di proporre pezzi duri e graffianti come il piccolo capolavoro, la title-track che apre il CD: Sotto effetto stono.
Per il grande pubblico invece il duo regala un paio di perle dolcissime come Solo lei ha quel che voglio, Tranquillo (una specie di "Easy like Sunday morning", prima di Lionel Ritchie e poi ripresa magistralmente dai Faith No More), Dimmi di sbagliato che c'è e Non c'è amore. Ritmi molto lenti e rilassati che accompagnano canzoni d'amore dal testo comunque piuttosto inusuale ed originale, questo è il cocktail sapiente confezionato da Tormento e Fish, senza dubbio una coppia con molte idee ed un buon affiatamento.
I risultati non hanno tardato ad arrivare ed alcuni dei pezzi citati sono stati passati in radio a ciclo continuo durante il 97, un successo che, nel settore, era riuscito solo agli Articolo 31.
Per gli episodi più duri i Sottotono ricorrono ogni tanto alla collaborazione di un certo numero di rappers che gravitano nell'Area Cronica (S.T.C Crew, una specie di Wu Tan Clan), da Maku Go a Lyricalz a Bassi Maestro.
Il risultato è di qualità altalenante ma sempre abbastanza divertente.
In definitiva Sotto effetto stono è un lavoro molto interessante, intelligente e ben realizzato. Anche la cura dei particolari evidenza un'attenzione da professionisti navigati: intanto la registrazione è di buona qualità (mastering a Los Angeles, registrato da Paolo Mauri a Milano), poi c'è il libretto del CD, molto ricco, completo di testi e foto, per finire con una veste grafica tutt'altro che sgradevole, anche se un po' deja vu.
Un lavoro consigliabile agli amanti del genere ma anche a chi voglia avvicinarsi in maniera molto eaaaasy all'hip hop. Personalmente, uno dei più bei dischi di hip-hop italiano degli ultimi 5 anni.
Tracklist:
Sotto effetto stono
Non c'è amore
Eh beh
Succo alla pera col Gin
Ho il controllo
Di Tormento ce n'è uno
Solo lei ha quel che voglio
Dimmi che farai
Cronici
Tranquillo
Quei bravi ragazzi
Non c'è storia
Ianglediz
Dimmi di sbagliato che c'è
L'inconscio
Ascoltato e recensito da FulviaLeopardi | link | commenti (7)
|